Questa denominazione, per lo meno curiosa, è dovuta all’esistenza, nelle vicinanze, di fonti di acque sorgive salutari. Prima del Mille (il documento più antico è dell’879), accanto ad una fonte o pozzo, che serviva ai viandanti per dissetarsi, venne costruita una cappelletta dedicata alla Madonna, per cui la fonte venne chiamata “Pozzo di Santa Maria”. Nel 1320 avvenne, secondo la tradizione, il miracolo di un povero nato cieco che riacquistò la vista bagnandosi con “l’acqua della Madonna”. Venne quindi costruito sul posto, in sostituzione della cappelletta, un primo santuario, poi ampliato e completato nel 1463. In un manoscritto anonimo del 1623 leggiamo: “La Chiesa della Fontana, dedicata all’Annunziata della Madonna, è fuori di Casalmaggiore mezzo miglio. Vi è un Convento de’ PP. Serviti. La Chiesa è la più bella di Casalmaggiore: grande, proporzionata, e col volto maestro assai stimato dagli architetti. t divisa in tre navi, nelle cui collaterali esistono le cappelle. Fu edificata nel 1463, secondo una nota di un libro, ma si crede più antica. Fu eretta in occasione di miracoli operati da una immagine dipinta sopra un pilastro, vicino ad una fonte perenne di acqua, ove attualmente sono due bagni, uno per le donne e l’altro per gli uomini; nei quali quelli che vi entravano -ricevevano la salute dalle loro malattie. Eravi una tavoletta, che tutti abbiamo veduta, la quale conteneva moltissimi miracoli e grazie, ma si è smarrita”.
Preesistente allora al santuario attuale vi era già una Cappella. Il Romani, che scrisse la storia di Casalmaggiore dice: “Questa Cappelletta ora sottoposta al Presbiterio del predetto Tempio, preesisteva già da molti secoli, ed io vidi, al di dietro di essa, in tempi di mia fanciullezza, dipinti del sec. XIII e XIV, di miracoli fatti da quella Immagine”. Tutte le più nobili e facoltose famiglie concorsero alla costruzione e all’abbellimento del Santuario. Gli stessi Gonzaga, della vicina Sabbioneta, che per alcuni anni furono Signori di Casalmaggiore (1517-1522) vi contribuirono. Ebbero anzi il privilegio di esporre nel Tempio il loro stemma gentilizio, visibile sino al secolo scorso sul terzo arco della navata maggiore, a sinistra. Nei momenti drammatici, di invasioni di truppe mercenarie straniere, di carestia, di siccità, peste, colera, alluvioni del Po, i cittadini hanno trovato nel loro Santuario della Fontana un riferimento sicuro: la certezza che la Madonna li avrebbe salvati e protetti. Tre volte la Bassa Padana fu ridotta quasi allo sterminio dalla peste: nel 1497, nel 1528, nel 1630. Nella peste del 1497 perirono più di mille persone. Disperato per tale strage, il popolo ricorse con gran fede alla sua Madonna. La grazia fu ottenuta, perché il flagello si allontanò.
A memoria del fatto venne posta sulla facciata della Chiesa questa iscrizione, ora scomparsa:
VIRGINI MATRI
TEMPLUM OLIM VOVIT CASALMAIUS
ET PESTILENTIA LIBERATUM EST
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