Chiesa di San Sebastiano

Via Romani, Casalmaggiore (CR)
Costruita tra il 1712 ed il 1720 su progetto del sacerdote Giovanni Andrea Molossi, è a croce greca, sormontata da una cupola a quadrilatero con finestroni. I bracci laterali della croce terminano con cappelle semicircolari, mentre quelli posteriori ed anteriori ospitano l’altare maggiore e la porta d’ingresso. Sulla facciata c’era un dipinto ad affresco raffigurante San Sebastiano, opera del pittore casalese Francesco Antonio Chiozzi ( sec. XVIII ), poi sostituito da un’altro dipinto del pittore locale A.Bettini ( 1934 ).

Sussidiaria del Duomo, la chiesetta di San Sebastiano fu costruita negli anni 1712 – 1729 su progetto del sacerdote Giovanni Andrea Molossi. Sorge in via Romani, sul lato opposto di Palazzo Porcelli. A croce greca, è sormontata da una cupola quadrilatera. Mostra sulla facciata, nell’arco sopra l’ingresso, un affresco raffigurante San Sebastiano. Conta due cappelle, una per braccio laterale,che presentano nella semicupola resti di affreschi purtroppo molto rovinati dal tempo (ed anche dall’incuria) in cui si indovinano figure di Santi ed elementi architettonici (colonne, forse un loggiato) che disegnano una apertura contro il cielo. Uguali raffigurazioni si ripropongono nella semicupola della cantoria, sopra la porta di ingresso, dove si nota un piccolo organo in disfacimento. Nei due altari laterali, ciascuna in una nicchia, due statue lignee di Santi, femminile a destra, maschile a sinistra. L’altare maggiore, sopraelevato di alcuni scalini rispetto al piano della chiesa, mostra in una nicchia nella parete dell’abside una statua lignea di San Sebastiano trafitto da frecce. La cupola centrale, grazie all’illusione ottica degli affreschi, ha un insospettato slancio verticale che si conclude con la raffigurazione nell’alto del cielo della colomba raffigurante lo Spirito Santo in gloria.  Il piccolo edificio è sovente chiamato chiesa di Santa Lucia forse perché in passato vi furono trasferiti arredi dalla antichissima chiesa di Santa Lucia, posta nel Castelvecchio quando questa fu soppressa. Anticamente officiata, viene usata ora solamente per la recita del Rosario nel mese di maggio. Fra la chiesa e l’argine poco discosto esisteva l’antico cimitero, che divenne impraticabile e fonte di pericolo sanitario a seguito delle continue infiltrazioni d’acqua causate dal carattere paludoso della zona, all’epoca soggetta a fenomeni frequenti di sorgive e di impaludamento. Verso la fine dell’Ottocento il cimitero venne smantellato, ed entrò in funzione il nuovo Camposanto costruito lungo la strada che conduce al Santuario della Madonna della Fontana.